Comunicato – Comune di Cavour e Museo Archeologico di Caburrum

Nel mese di dicembre 2020, le indagini archeologiche preventive su lavori per la realizzazione di un nuovo tratto di pista ciclabile a Cavour, a cura del Comune, hanno fatto emergere nuove e importanti testimonianze dell’antica città romana di Forum Vibii a pochi passi dall’Abbazia di Santa Maria.

In un terreno soggetto a vincolo archeologico sin dal 1994 per la scoperta di strutture insediative di età romana imperiale e di alcune sepolture a cremazione (I secolo a.C. – II secolo d.C.), è stata infatti individuata una ristretta porzione dell’area anticamente usata per i roghi funebri, in cui sono state portate alla luce nuove tombe ad incinerazione in corso di studio.

Secondo quanto rilevato nell’indagine, svolta sotto la direzione scientifica della Soprintendenza e condotta dall’archeologa del Museo Archeologico di Caburrum e dell’Abbazia di Santa Maria, Anna Lorenzatto, con la collaborazione degli archeologi Elisa Bessone e Yuri Godino, coadiuvati dal cavourese Christian Falato in forza al Comune, è possibile che l’area sia stata sfruttata ad uso funerario per un arco di tempo di più secoli, sin da prima della fondazione di Forum Vibii in età cesariana.

Il dott. Federico Barello della Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Torino conferma che gli oggetti potranno essere restaurati nei laboratori della Soprintendenza e andare ad arricchire l’esposizione del Museo Archeologico di Caburrum – che già ospita i materiali provenienti dalla zona, compresa una sepoltura entro anfora recuperata nel 2007 -, considerando che è ancora in attesa di allestimento il settore dedicato alla storia più antica della Rocca e del territorio che vi gravitava intorno. Di grande importanza sarebbe inoltre poter effettuare analisi di laboratorio sui resti umani e vegetali carbonizzati rinvenuti, che arricchiranno il quadro delle nostre conoscenze su quella che dovette essere il più antico luogo di sepoltura a servizio dell’antico insediamento presso la Rocca.

“Grande soddisfazione per l’Amministrazione comunale” commenta l’Assessore alla Cultura Leonardo Crosetti, poiché “questo ritrovamento conferma la ricchezza storica che si trova al di sotto di noi. I recenti ritrovamenti ci danno una prospettiva di crescita della collezione museale: su quello puntiamo, lavorando sulla divulgazione, sull’attrattiva (tempi di pandemia permettendo) e sul mantenimento dell’esistente. L’intero complesso abbaziale, vero e proprio Museo a cielo aperto, è costante oggetto di attenzioni: il prossimo intervento sarà la manutenzione del tetto dell’ex Monastero, oggi sede dell’esposizione della collezione, grazie all’impegno economico del Comune e a fondi ottenuti dalla Fondazione CRT attraverso la partecipazione al bando Cantieri diffusi, con un progetto redatto dal Responsabile dell’Ufficio tecnico comunale e Direttore del Museo, Ing. Alberto Baldi.
La strada da percorrere è quella della ricerca costante per valorizzare al meglio la nostra storia: su questa il Comune di Cavour c’è e verrà messo in campo tutto l’impegno possibile.”

Un ringraziamento va all’impresa Godino Scavi s.r.l. e al D.L. Geom. Cristian Lacroce che hanno saputo coordinare i lavori portando a compimento il nuovo tratto di pista ciclabile nel rispetto delle norme di tutela di un prezioso patrimonio comune, di cui tutti possano beneficiare.